II Bacio dell’Ombra: Il Mistero delle Tele Proibite

II Bacio dell’Ombra: Il Mistero delle Tele Proibite

$3.20

Oxford, 1935. Evelyn Ashcombe, docente di psicologia sperimentale al Blackthorn College, riceve un invito anonimo per una mostra privata a Bloomsbury: Le stanze che ci osservano. Le opere appartengono a Nadja Harrow, pittrice cresciuta in un istituto del Northumberland. Le sue tele raffigurano camere senza porte, corridoi interrotti, tavole preparate per ospiti invisibili e figure prive di occhi. In ciascun dipinto ritorna l’Ombra, una sagoma femminile senza volto ottenuta lasciando intatta una parte della tela, un vuoto attorno al quale lo spazio si deforma. Evelyn, abituata a studiare trance, amnesie e dissociazioni, cerca una spiegazione quando la presenza sembra spostarsi. L’incontro con Nadja accresce l’inquietudine: fra le due nasce un’attrazione intellettuale e sensuale, ma la pittrice appare terrorizzata dalle proprie opere e pronuncia un avvertimento enigmatico: non bisogna rappresentare ciò che si desidera. Dopo la mostra Evelyn scopre sulla mano una traccia di pigmento bianco, benché sia certa di non avere toccato nulla. Adrian Vale, professore di antropologia religiosa e compagno di Evelyn da undici anni, comprende che qualcosa è cambiato. Fra loro vige un patto di sincerità: Adrian non teme un’amante, bensì il fatto che Evelyn taccia su ciò che ha visto. Quando Sebastian Rook, influente conoscitore d’arte, viene trovato morto davanti a una tela di Nadja e la pittrice scompare, l’ispettore Nathaniel Crewe chiede l’aiuto di Adrian. La scena presenta elementi inspiegabili e una confessione che attribuisce al dipinto una memoria propria. Le ricerche conducono Adrian negli Archivi Neri, il deposito segreto nascosto sotto Blackthorn College. Fra documenti clinici, rapporti riservati e fotografie dimenticate emergono riferimenti a Saint Orison House e a studi clandestini sul rapporto fra immagini, emozioni e osservatori. Evelyn e Adrian scoprono che i quadri appartengono a una storia iniziata molti anni prima e che alcune coincidenze li riguardano direttamente. Più cercano di conservare la distanza dello studioso, più appare evidente che osservare può significare partecipare. Nadja viene ritrovata in una pensione di Paddington, esausta, insonne e tormentata da vuoti di memoria. Racconta a Evelyn di essere stata educata a dipingere emozioni senza raffigurarne l’oggetto, costruendo ogni composizione attorno a uno spazio vuoto. Le sue parole non chiariscono se tutto sia frutto di condizionamento, dissociazione, manipolazione o di una forza attiva nelle immagini. Evelyn decide anche di proteggerla e la conduce in una casa appartata a Hampstead, trasformata in laboratorio. Durante le sedute, il confine fra ricordo e suggestione si assottiglia. Evelyn percepisce ambienti mai visitati, compaiono tracce materiali difficili da spiegare e le analisi scientifiche delle tele danno risultati contraddittori. Intanto il legame con Nadja diventa più intenso mentre Adrian comprende di non essere un osservatore neutrale. Il triangolo che si forma non è dominato dalla gelosia, ma da domande più profonde: si può desiderare qualcuno senza trasformarlo in un oggetto? Si può curare una persona senza aver bisogno che resti fragile? Quanto della propria identità nasce da una scelta autentica? Quando gli indizi mostrano che la vicenda è più antica della mostra e coinvolge istituzioni rispettabili, archivi manipolati e persone influenti, Evelyn, Adrian, Nadja e Crewe si dirigono verso il Northumberland. Saint Orison House li attende sulla scogliera, apparentemente abbandonata ma ancora attiva. Nei suoi sotterranei sono custodite le tracce di un progetto che ha fatto dello sguardo uno strumento di potere. Per affrontarlo, i protagonisti dovranno mettere in discussione ciò che credono reale e le versioni di sé con cui hanno costruito la propria vita.

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