Il Collegio degli Addormentati: Dove la memoria dimentica chi sei
Oxford, primavera del 1939. Mentre l’Europa scivola verso la guerra, dietro l’ordine dei college si diffonde un’inquietudine senza nome. Il professor Adrian Vale, docente di filosofia morale e antropologia religiosa a Blackthorn College, riceve una lettera anonima: un ospite della nuova residenza universitaria St. Ethelred House ha camminato nel sonno, ha pronunciato il nome di uno sconosciuto e, pochi minuti dopo, quell’uomo è morto. Sul foglio compare il simbolo di san Cipriano, legato a una società segreta già incontrata da Adrian ed Evelyn Ashcombe, studiosa di psicologia sperimentale. Evelyn scopre intanto che un paziente affetto da amnesie ha ripetuto nel sonno il nome della residenza e si è risvegliato privo di desideri, persuaso che scegliere sia una forma di disordine. Lei e Adrian raggiungono St. Ethelred House, diretta dal neurologo tedesco Maximilian Kreutz. Il collegio ospita studiosi europei che lavorano senza sosta, rinunciano alle relazioni e si muovono con disciplina innaturale. Kreutz sostiene di volerli liberare dalla paura, dalla colpa e dal conflitto individuale; dietro il suo linguaggio scientifico si avverte però un progetto vasto. Il caso ruota intorno a Thomas Hale, ventisettenne tormentato dal sonnambulismo e da ricordi frammentari. Thomas teme che durante il sonno qualcuno utilizzi le sue mani e lo costringa ad azioni di cui non conserva coscienza. I suoi racconti conducono Adrian ed Evelyn nella cappella, dove i residenti partecipano a sedute collettive scandite da luci, sostanze e tre note ricorrenti. In un laboratorio nascosto sotto l’edificio, i due studiosi trovano apparecchi destinati a sincronizzare sogni, percezioni e memorie, insieme a documenti che suggeriscono esperimenti iniziati molti anni prima. L’indagine diventa presto una prova personale. Specchi che restituiscono immagini non coincidenti, voci capaci di conoscere ricordi segreti e registrazioni impossibili incrinano la fiducia nella realtà. Adrian è costretto a confrontarsi con una spedizione compiuta in Anatolia nel 1928 e con la scomparsa del professor Lucien Harrow, episodio del quale ha perduto tre giorni. Evelyn scopre invece indizi relativi alla propria infanzia e a esperimenti dei quali non conserva memoria. Il loro primo incontro, la loro relazione e persino la spontaneità del desiderio reciproco diventano materia d’indagine. Adrian ed Evelyn sono legati da un rapporto libero, intellettuale e profondamente affettivo, costruito su provocazioni, gelosie negate e una fiducia mai completa. Proprio questa imperfezione diventa la loro principale difesa contro un sistema che vuole ridurre la coscienza a una configurazione ordinata e replicabile. Ogni ricordo può essere autentico o manipolato; ogni gesto di protezione rischia di diventare controllo. Con l’arrivo di Sir Edmund Carrow, anziano Custode del Circle of Saint Cyprian, il mistero assume dimensioni storiche e politiche. Il progetto coinvolge medici, aristocratici, accademici e funzionari interessati a creare individui incapaci di dubitare. Nei sotterranei di Blackthorn, gli Archivi Neri custodiscono registri, confessioni e casi legati alla trasmissione della memoria. Una stanza dimenticata, nota come Drowning Room, appare collegata all’origine del fenomeno e a una presenza antica. Mentre il confine fra scienza, occultismo e psicologia si dissolve, Adrian ed Evelyn devono anche proteggere Thomas e gli altri residenti, smascherare la rete politica nascosta dietro gli esperimenti e comprendere il ruolo preparato per loro. La loro lotta riguarda il diritto di restare contraddittori, imperfetti e liberi. In un mondo che si prepara a consegnarsi a ideologie assolute, il dubbio diventa una forma di resistenza e la memoria il terreno sul quale si decide chi possiede davvero un’identità.
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